Displasia dell’anca (coxartrosi)

Sintomi, cause e cure

Dalla diagnosi precoce ai trattamenti più avanzati:
scopri come l’équipe Grappiolo and Group affronta la displasia dell’anca in ogni fase

Cos'è la displasia dell'anca

La displasia dell’anca è una condizione in cui la testa del femore non si inserisce correttamente nella cavità acetabolare del bacino, determinando un’articolazione instabile e predisposta a lussazioni o usura precoce. 

Generalmente si tratta di una malformazione congenita o evolutiva che può iniziare già durante lo sviluppo fetale e progredire nei primi anni di vita, spesso senza manifestare sintomi evidenti. 

Se non diagnosticata e trattata precocemente, la displasia può presentare dolore, limitazioni funzionali e insorgenza di artrosi in età giovanile. 

La diagnosi e l’intervento tempestivo sono fondamentali per permettere lo sviluppo corretto dell’anatomia articolare e prevenire complicazioni di lungo termine. 

L’èquipe di Grappiolo and Groupnel caso di presa in carico di paziente adulto che presenti una displasia dell’anca – offre un percorso dedicato, adattato a ogni età e grado di severità, per preservare la funzionalità articolare e migliorare la qualità della vita.

Cause e fattori di rischio della displasia dell'anca

La displasia deriva da un’anomala formazione dell’articolazione coxo-femorale durante la crescita fetale. 

In condizioni normali, la testa del femore e l’acetabolo si modellano reciprocamente per creare un incastro stabile. 

Tuttavia, quando la testa femorale è fuori posizione durante lo sviluppo (ad esempio per posture fetali vincolate come la posizione podalica), l’acetabolo può svilupparsi meno profondamente, offrendo scarso supporto.

Tra i principali fattori di rischio figurano:

  • predisposizione genetica e familiarità, con un’incidenza più alta in presenza di casi familiari.
  • genere femminile, probabilmente dovuto a una maggiore risposta all’ormone relaxina che aumenta la lassità articolare in gravidanza.
  • posizione podalica del feto, che costringe l’anca in posture forzate.
  • prima gravidanza e peso elevato del neonato, che possono aumentare la probabilità di displasia.
  • esiti di traumi o interventi che modificano la biomeccanica articolare.

In Italia, la displasia interessa circa il 1-3% dei neonati, con maggiore prevalenza nelle regioni della Pianura Padana, Emilia Romagna e Puglia

(fonte: wikipedia.org)

La diagnosi precoce è favorita dall’introduzione dello screening ecografico neonatale, riducendo l’incidenza di casi gravi e lussazioni inveterate.

Sintomi più comuni della displasia dell'anca

Nei neonati, la displasia può essere silente o manifestarsi con instabilità articolare rilevabile tramite manovre cliniche specifiche (Ortolani e Barlow). 

In età adulta o adolescenziale, quando non diagnosticata o trattata, la displasia si presenta con:

  • dolore nell’area dell’anca, inguine o glutei.
  • rigidità e limitazione funzionale, in particolare nella mobilità articolare.
  • sensazione di instabilità articolare o scrosci durante il movimento.
  • andatura anomala o zoppìa dovuta al carico alterato.
  • possibile sviluppo precoce di artrosi secondaria a causa del carico irregolare sull’articolazione.

Nei casi avanzati, questi sintomi si riflettono in una significativa compromissione della qualità della vita e della capacità di compiere attività quotidiane.

Diagnosi e percorso di valutazione per la displasia dell'anca

La diagnosi si basa su un esame clinico approfondito e l’utilizzo di esami strumentali adeguati all’età e alla complessità del quadro clinico. 

Nei neonati si privilegia l’ecografia articolare, mentre negli adolescenti e adulti si eseguono radiografie mirate, risonanza magnetica e TAC per valutare la conformazione e lo stato dei tessuti.

Grappiolo and Group adotta un approccio multidisciplinare integrato, coinvolgendo ortopedici, radiologi e fisiatri, al fine di definire con precisione la diagnosi e decidere il migliore percorso terapeutico, condiviso con il paziente per garantire piena consapevolezza e partecipazione alle scelte.

Trattamenti disponibili per la displasia dell'anca

Il trattamento varia in base all’età e alla gravità della displasia:

Neonati e bambini piccoli:

utilizzano tutor specifici come il divaricatore di Pavlik, che mantengono la testa femorale nella posizione corretta, favorendo una normale modellazione articolare e prevenendo deformazioni. In casi più complessi, si ricorre a interventi chirurgici correttivi per riportare l’anca in asse prima che insorgano danni irreversibili.

Adolescenti e adulti:

quando la displasia non è stata diagnosticata o trattata in tenera età, si applicano inizialmente terapie conservative, come fisioterapia mirata per migliorare la stabilità muscolare e infiltrazioni articolari di acido ialuronico o PRP per ridurre il dolore e rallentare l’usura.

Chirurgia protesica

nei casi in cui la displasia abbia causato artrosi secondaria o dolore invalidante, si esegue l’impianto di protesi d’anca personalizzate con tecniche mininvasive e, quando possibile, assistite da chirurgia robotica per garantire precisione, stabilità e minori traumi.

Grappiolo and Group vanta una consolidata esperienza anche in reinterventi e revisioni protesiche, affrontando con competenza i casi complessi che richiedono una gestione multidisciplinare.

L'approccio Grappiolo and Group: un percorso personalizzato e di eccellenza

Con oltre 2.500 interventi annui e grazie alle collaborazioni con centri d’eccellenza come Humanitas, Grappiolo and Group propone un percorso di cura completo

Dal primo passo diagnostico, passando per terapie conservative o chirurgiche, fino alla riabilitazione, ogni fase è concepita per un risultato ottimale garantendo sicurezza, efficacia e personalizzazione.

L’approccio multidisciplinare mette il paziente al centro, tenendo conto di ogni aspetto clinico e funzionale, con l’obiettivo di preservare o recuperare la migliore qualità di vita possibile. 

L’applicazione di protocolli Fast Track, tecniche chirurgiche innovative e programmi riabilitativi su misura rappresentano il cuore della nostra offerta sanitaria.

FAQ - Displasia dell’anca

L’intervento è indicato quando la displasia provoca dolore persistente, instabilità articolare o limitazioni funzionali che non rispondono alle terapie conservative.

Dolore all’anca, sensazione di instabilità, andatura alterata e difficoltà nella deambulazione sono i segni più comuni.

Sì, se non trattata, la displasia è una tra le principali cause di artrosi secondaria all’anca.

Attraverso la combinazione di esami clinici e screening ecografico eseguiti nelle prime settimane di vita.

Terapie fisiche mirate, esercizi per il rinforzo muscolare e infiltrazioni articolari.

Un tutore utilizzato nei neonati per mantenere la testa femorale nella posizione corretta durante la crescita articolare.

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