Artrosi dell’anca (coxartrosi)

Sintomi, cause e cure

Dalla diagnosi precoce ai trattamenti più avanzati:
scopri come l’équipe Grappiolo and Group affronta l’artrosi dell’anca in ogni fase.

Cos'è l'artrosi dell'anca

L’artrosi dell’anca, nota anche come coxartrosi , è una patologia degenerativa che colpisce la cartilagine dell’articolazione coxo-femorale, quella che connette il bacino alla testa del femore. 

Nel corso del tempo, questa cartilagine si assorbe e perde la sua capacità di ammortizzare e proteggere le ossa, determinando un attrito maggiore all’interno dell’articolazione. 

Questo fenomeno provoca infiammazione, dolore, rigidità e limitazioni nei movimenti, con un progressivo peggioramento della funzionalità articolare.

Sebbene cronica, l’artrosi non è una condanna definitiva: oggi esistono numerose soluzioni terapeutiche e chirurgiche che consentono di migliorare sensibilmente la qualità della vita. 

Nei casi più avanzati, quando la funzionalità articolare è pesantemente compromessa, la sostituzione protesica dell’anca permette di recuperare mobilità e ridurre il dolore in modo significativo.

Cause e fattori di rischio dell’artrosi dell’anca

L’insorgenza dell’artrosi dell’anca è dovuta a diversi fattori spesso combinati tra loro. 

Principalmente, l’età e l’usura naturale dell’articolazione giocano un ruolo fondamentale: con l’avanzare degli anni, la cartilagine perde elasticità e capacità di rigenerazione. 

Inoltre, la predisposizione genetica può aumentare il rischio di sviluppare artrosi in età più giovane.

Altri fattori importanti sono traumi o interventi chirurgici precedenti che modificano l’anatomia e la biomeccanica dell’articolazione, così come malformazioni congenite come la displasia dell’anca, che provocano un carico anomalo e favoriscono un’usura precoce. 

Anche attività lavorative o sportive intense e ripetitive possono contribuire all’insorgenza e al peggioramento della patologia.

Diagnosi e percorso di valutazione per l’artrosi dell’anca

La diagnosi parte da un’attenta visita specialistica, durante la quale si valutano mobilità, dolore e funzionalità. 

A questa segue l’esecuzione di esami strumentali specifici come radiografie, risonanza magnetica e TAC, che consentono di visualizzare lo stato delle strutture articolari e di escludere altre cause di dolore.

Uno dei punti di forza di Grappiolo and Group è l’approccio multidisciplinare alla diagnosi, che coinvolge ortopedici, radiologi e fisiatri in un lavoro integrato. 

Questo consente di formulare una diagnosi accurata e di definire un percorso terapeutico personalizzato, condiviso e spiegato in modo chiaro al paziente.

Trattamenti disponibili per l’artrosi dell’anca

Il trattamento dell’artrosi dell’anca è modulato in base alla gravità della patologia e alle esigenze individuali. 

In una prima fase, l’approccio è conservativo e si basa su:

Fisioterapia mirata

per migliorare la forza muscolare attorno all’articolazione e favorire la stabilità e la mobilità, parte integrante di un percorso riabilitativo personalizzato.

Terapia farmacologica con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)

o altre formulazioni, utilizzate per controllare il dolore e l’infiammazione. L’efficacia di questo trattamento è potenziata da una precisa valutazione della condizione complessiva del paziente, che può includere anche la gestione di fattori come il peso corporeo.

Infiltrazioni intra-articolari di acido ialuronico o Plasma Ricco di Piastrine (PRP)

indicate in casi selezionati per migliorare la lubrificazione articolare, ridurre il dolore e rallentare il processo degenerativo.

È importante sottolineare che l’adozione di un modello terapeutico integrato e multidisciplinare è fondamentale per garantire i migliori risultati. 

Questo modello combina interventi medici, fisioterapici e, se necessario, chirurgici, con l’obiettivo di alleviare i sintomi, migliorare la mobilità e preservare la funzione articolare nel lungo termine.

Quando il dolore diventa costante e limita in modo significativo la vita quotidiana, si valuta l’opzione chirurgica, con la protesi totale d’anca come trattamento di riferimento. 

Le tecniche moderne adottate da Grappiolo and Group prevedono approcci mininvasivi, che riducono il trauma chirurgico, i tempi di degenza e il dolore post-operatorio. 

Inoltre, ove possibile, si utilizza la chirurgia robotica, che migliora la precisione nell’impianto della protesi, ottimizza la stabilità e la durata dell’intervento.

In caso di complicanze o usura dell’impianto, l’èquipe di Grappiolo and Group è specializzata in reinterventi e revisioni protesiche e supportata da un team multidisciplinare altamente qualificato.

L'approccio Grappiolo and Group: un percorso personalizzato e di eccellenza

L‘équipe di Grappiolo and Group, forte di una grande esperienza clinica con oltre 3.000 interventi all’anno e di collaborazioni con strutture d’eccellenza come Humanitas, offre un percorso di cura basato su standard scientifici aggiornati, innovazione tecnologica e attenzione alle esigenze del paziente.

Dal primo contatto alla riabilitazione, ogni fase è studiata per garantire sicurezza, efficacia e personalizzazione. 

Il modello multidisciplinare consente di prendersi cura non solo dell’articolazione ma del paziente nella sua globalità, considerando tutti gli aspetti clinici e funzionali necessari per un recupero ottimale.

I protocolli Fast Track, l’utilizzo di metodologie meno invasive, l’assistenza post-operatoria personalizzata e la riabilitazione su misura sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano l’approccio di Grappiolo and Group, pensato per ripristinare autonomia e qualità di vita nel minor tempo possibile.

FAQ - Artrosi dell’anca

L’intervento è indicato nei casi in cui il dolore invalidante non risponde ai trattamenti conservativi e l’articolazione presenta un deterioramento importante, riducendo pesantemente la qualità della vita.

Le protesi moderne, realizzate con materiali biocompatibili di ultima generazione, hanno una durata media che varia tra 20 e 35 anni, influenzata però da età, attività fisica e cura post-operatoria.

Il recupero inizia generalmente nelle prime 24 ore dopo l’intervento, con assistenza per la deambulazione. Il ritorno a una vita attiva richiede da qualche settimana a qualche mese, grazie anche ai protocolli di recupero rapido (Fast Track).

La patologia tende a peggiorare progressivamente, portando un dolore intenso, perdita di mobilità e un’importante riduzione della qualità di vita. La diagnosi precoce e un trattamento mirato sono fondamentali per evitare questo decorso.

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