In Italia, circa il 70% dei pazienti con patologie degenerative del ginocchio affronta un percorso di terapia conservativa come primo approccio terapeutico, che include fisioterapia e infiltrazioni mirate per la gestione del dolore e il miglioramento funzionale.

Secondo dati recenti della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT, 2024), la terapia conservativa è un passaggio fondamentale prima di considerare l’intervento chirurgico e coinvolge gran parte della popolazione affetta da artrosi o lesioni degenerative articolari.
In questa intervista, Il Dott. Francesco Traverso – chirurgo specialista in ortopedia e traumatologia nonchè membro dell’équipe multidisciplinare di Grappiolo and Group – ci illustra il valore della terapia conservativa nel trattamento delle patologie del ginocchio, come la fisioterapia e le infiltrazioni, e come queste si integrino con la corretta indicazione della protesi più adatta.
Qual è il ruolo della fisioterapia nel trattamento conservativo del ginocchio?
La fisioterapia rappresenta il primo e fondamentale intervento nel trattamento dell’artrosi e delle altre patologie degenerative del ginocchio.
Attraverso un programma personalizzato, si lavora su tre fronti:
- potenziamento muscolare (in particolare del quadricipite),
- miglioramento della mobilità articolare
- correzione degli schemi di movimento.
Un maggiore tono muscolare stabilizza l’articolazione e riduce il carico anomalo sulle superfici articolari, rallentando l’evoluzione degenerativa.
Inoltre, la fisioterapia include tecniche di controllo del dolore e educazione posturale, che migliorano la gestione quotidiana della patologia.
È fondamentale che il percorso sia seguito da fisioterapisti specializzati, che siano in grado di modulare gli esercizi secondo la risposta clinica e le esigenze specifiche del paziente, massimizzando così i benefici funzionali e ritardando la necessità di un eventuale intervento chirurgico.
“Spesso, con un percorso fisioterapico ben strutturato, riusciamo a migliorare sensibilmente la qualità di vita del paziente, intervenendo sui fattori biomeccanici che aggravano il danno articolare“
Quando e come si utilizzano le infiltrazioni nel trattamento conservativo del ginocchio?
Le infiltrazioni articolari costituiscono un complemento molto valido alla fisioterapia, particolarmente nei casi in cui il dolore infiammatorio limita la funzione.
Sono utilizzate sostanze diverse, ciascuna con indicazioni precise:
- L’acido ialuronico favorisce la lubrificazione e l’elasticità del liquido sinoviale, migliorando la meccanica articolare in stadi iniziali o intermedi di artrosi.
- I corticosteroidi hanno un effetto antinfiammatorio potente e rapido, indicati in fasi di riacutizzazione infiammatoria, ma il loro uso deve essere limitato per evitare effetti collaterali.
- Il plasma ricco di piastrine (PRP) e altre forme di terapie rigenerative stanno sempre più trovando spazio, con risultati promettenti nel favorire la riparazione tissutale e ridurre l’infiammazione cronica.
La scelta dell’infiltrazione più adatta deve essere effettuata da specialisti, valutando lo stadio della patologia, il quadro clinico e le aspettative del paziente, integrando sempre il trattamento con un adeguato programma riabilitativo.
“Le infiltrazioni aiutano a ridurre l’infiammazione e il dolore, migliorando la funzione articolare. Tuttavia, non vanno intese come soluzioni definitive, ma come parte di una strategia più ampia che include fisioterapia e controllo del peso“
Come si decide il tipo di impianto protesico in caso di intervento chirurgico al ginocchio?
La decisione del tipo di protesi è frutto di un’attenta valutazione multidisciplinare che considera:
- la localizzazione e l’estensione del danno articolare,
- la qualità ossea,
- lo stato dei tessuti molli,
- l’età,
- il metabolismo,
- il peso,
- lo stile di vita del paziente.
Le opzioni variano da protesi monocompartimentali, ideali quando la degenerazione coinvolge un solo compartimento, a protesi bi- o tri- compartimentali dove il chirurgo esercita il massimo sforzo per non interessare i tessuti molli periarticolari. Le tecniche mini-invasive consentono un impianto meno traumatico con incisioni ridotte e conservazione dei tessuti molli, favorendo un recupero più rapido.
Inoltre, si valuta l’utilizzo di impianti personalizzati, costruiti su misura tramite imaging 3D, per ottimizzare le geometrie e migliorare la biomeccanica post-operatoria.
Questa scelta altamente personalizzata aumenta la durata dell’impianto e la soddisfazione funzionale a lungo termine.
“Nel nostro gruppo, effettuiamo una valutazione attenta sulla base di esami clinici e strumentali, prima di proporre al paziente l’impianto più adatto, che può variare da protesi monocompartimentali a quelle bi- o tri-compartimentali mini-invasive“
Quali sono i vantaggi di un approccio integrato conservativo e chirurgico in caso di intervento al ginocchio?
Un approccio integrato tra terapia conservativa e chirurgica permette di massimizzare i risultati e personalizzare il trattamento sulla base dell’evoluzione del quadro clinico.
Gli interventi conservativi ottimizzano la funzionalità e riducono il dolore inizialmente; quando questi diventano insufficienti, la chirurgia protesica è orientata da una conoscenza approfondita della storia clinica e della risposta alle terapie.
Un percorso così strutturato riduce le complicanze post-chirurgiche, rafforza la muscolatura residua e prepara il paziente a una riabilitazione più efficace e veloce.
Il paziente riceve un’assistenza continuativa e un monitoraggio multidisciplinare, che contribuisce a mantenere i risultati nel tempo migliorando la qualità di vita e il benessere globale.
“Il paziente è sempre al centro della nostra attenzione; condividiamo con lui ogni fase del percorso per renderlo parte attiva della cura”
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L’esperienza del Dott. Francesco Traverso e l’approccio integrato multidisciplinare di Grappiolo and Group garantiscono una gestione ottimale e personalizzata delle patologie del ginocchio, valorizzando la terapia conservativa e l’indicazione chirurgica per offrire il miglior percorso terapeutico a ogni paziente.